Che forse è tutto qui il segreto...
Lasciare andare. Senza paura di aver perduto, di aver fallito.
Lasciarsi andare. Lasciare, una volta per tutte che le cose
ci attraversino e lasciare andare quel peso sul fondo dello stomaco.
Lasciarsi andare agli abbracci, ai baci, ai sorrisi...lasciare andare
carezze, baci...
Lasciare andare, tornerà, forse no. Lasciare andare.
domenica 15 maggio 2016
Strappato
E tu me l'hai strappato per davvero il cuore.
Lo hai preso e tirato a te, con tanta forza
che per un istante ho creduto fosse tutto nella norma.
Eppure lo hai preso, stretto, svuotato
e cucinato per poi rimetterlo lì,
senza più respiro, secco e incrostato,
anelante un battito ispirato,
una storia da iniziare, un pensiero da soffiare.
Me l'hai strappato, lasciando solo
vaga inquietudine, breve passione
e insignificante desiderio,
(AnziMut)
Lo hai preso e tirato a te, con tanta forza
che per un istante ho creduto fosse tutto nella norma.
Eppure lo hai preso, stretto, svuotato
e cucinato per poi rimetterlo lì,
senza più respiro, secco e incrostato,
anelante un battito ispirato,
una storia da iniziare, un pensiero da soffiare.
Me l'hai strappato, lasciando solo
vaga inquietudine, breve passione
e insignificante desiderio,
(AnziMut)
martedì 10 maggio 2016
Rapito...
Tu che mi hai rapito il cuore...ora?
Vai per vie da vetrine adornate,
occhi, specchi a lucine colorate, sulle
labbra parole cantate una ad una con
chi per te ha composto nuova canzone.
Tu che m'hai rapito il cuore...
venerdì 6 maggio 2016
venerdì 29 aprile 2016
Solitudini cinematografe
Sei solo al cinema. La tua solitudine è notata da tutti e tutti ti fanno notare la tua solitudine stringendo la mano del compagno o condividendo una ciotola di popcorn...eppure tu non puoi far altro che pensare: ma che cazzo di capelli ha quello?
mercoledì 27 aprile 2016
Pomeriggio
Le gracili risate si perdono nel vento,
nuvole svelte rincorrono le onde nel cielo
e qui giù noi attendiamo qualcosa.
mercoledì 6 aprile 2016
LA NOTTE PERFETTA PER UN'APOCALISSE ZOMBIE EpisoZio III
-Nun morono, li mortacci loro!-
Il trattore sfrecciava, per modo di
dire, con tanto di carrello al seguito per il sentiero fradicio, lanciando in
aria pezzi di fango e erbaccia. Kaifa, il più bullo di tutti, lanciava dal
carrello sassi incrostati di letame su quell’amalgama di corpi claudicanti e magnagente.
–Ma nun potevi vede’ si c’era pure
qualche ferro?- Pippo a stento si reggeva sul piano impastato di fango e ad
ogni scossone lanciava una bestemmia al vento, alla pioggia e all’idea che
avevano avuto. I magnagente erano sempre
più vicini e se non avessero fatto qualcosa al più presto, si sarebbero
ritrovati nella merda. –Ndo’ cazo vai?- Pippo si era allontanato dalle sponde,
Kaifa bestemmiò una lunga sequela di santi imbevuti di acqua ghiacciata e
intanto continuava a lanciare sassi, nella speranza di fare più centri
possibili, in fondo a freccette ci aveva sempre saputo fare. Pippo tirò via
dalla montagna di letame e sassi alcune zappe e vanghe e gliele porse –che ce
faccio co’ ‘ste cose? Ce serveno pistole, fucili!-
-Nun c’ho avuto il tempo de
cercalle, so’ sbucati fori all’improvviso…questo è il meglio che c’avemo.-
-Ma mica devo pianta’ le fave!- un magnagente si fece molto vicino e con
una mano afferrò il pantalone di Kaifa –Li mortacci…- Pippo brandì la zappa e
tranciò la mano con un taglio netto, i due si guardarono soddisfatti mentre il
moncherino volava oltre le sponde del carrello tra i fossi che nell’oscurità
accompagnavano la stradina sterrata –però così se pozzono usa’.-
-Se pozzono? Damme qua va.- il
monco era caduto sul selciato piombando tra i piedi degli altri magnagente e pochi istanti dopo,
nell’oscurità, si intravide un’accozzaglia di corpi sbracata nel fango. Il trattore lanciò un ultimo grido nella notte
e finalmente si immise sulla statale. – Ammazza quanto erano brutti.-
-A Kaifa ‘ndo annamo?- Germagnio si
era affacciato dalla cabina del mezzo –verso il mare.- annuì con la testa e si
accertò di aver preso la strada giusta, aveva un sigaretta tra le labbra e un
collo corto e tozzo. Guidava e bestemmiava.
-Certo, pe’ fa’ ‘n colpo quasi ce
rimettevamo.-
-‘A Pippo si lo sapevo…c’è annata
bene.-
-Ma che so’ quei cosi?-
-Ma che ne so…sarà qualche droga
nova.-
-‘Sti contadini so’ tutti strani. A
proposito…guarda qua.
-Che è?- Pippo lo guardò con un
sorriso sdentato e infetto, da un sacco fradicio
estrasse un prosciutto e qualche salsiccia –oh,
ferri nun li piji ma da magna’ vedi come ce pensi.- Kaifa fece per
azzannare un salame quando uno scossone li fece rotolare su per la duna di
sassi e merda –Ah coso ma che te sei rincojonito?- quando si voltarono a
guardare Germagnio con le mani sudate fece segno di guardare per strada. I due
passeggeri si affacciarono dalle sponde del carrello e quello che videro gli
lasciò a bocca aperta: Un uomo era lì al centro della strada e aveva una
bambina tra le braccia: -Aiutatemi, vi prego.-
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