E tu me l'hai strappato per davvero il cuore.
Lo hai preso e tirato a te, con tanta forza
che per un istante ho creduto fosse tutto nella norma.
Eppure lo hai preso, stretto, svuotato
e cucinato per poi rimetterlo lì,
senza più respiro, secco e incrostato,
anelante un battito ispirato,
una storia da iniziare, un pensiero da soffiare.
Me l'hai strappato, lasciando solo
vaga inquietudine, breve passione
e insignificante desiderio,
(AnziMut)
domenica 15 maggio 2016
martedì 10 maggio 2016
Rapito...
Tu che mi hai rapito il cuore...ora?
Vai per vie da vetrine adornate,
occhi, specchi a lucine colorate, sulle
labbra parole cantate una ad una con
chi per te ha composto nuova canzone.
Tu che m'hai rapito il cuore...
venerdì 6 maggio 2016
venerdì 29 aprile 2016
Solitudini cinematografe
Sei solo al cinema. La tua solitudine è notata da tutti e tutti ti fanno notare la tua solitudine stringendo la mano del compagno o condividendo una ciotola di popcorn...eppure tu non puoi far altro che pensare: ma che cazzo di capelli ha quello?
mercoledì 27 aprile 2016
Pomeriggio
Le gracili risate si perdono nel vento,
nuvole svelte rincorrono le onde nel cielo
e qui giù noi attendiamo qualcosa.
mercoledì 6 aprile 2016
LA NOTTE PERFETTA PER UN'APOCALISSE ZOMBIE EpisoZio III
-Nun morono, li mortacci loro!-
Il trattore sfrecciava, per modo di
dire, con tanto di carrello al seguito per il sentiero fradicio, lanciando in
aria pezzi di fango e erbaccia. Kaifa, il più bullo di tutti, lanciava dal
carrello sassi incrostati di letame su quell’amalgama di corpi claudicanti e magnagente.
–Ma nun potevi vede’ si c’era pure
qualche ferro?- Pippo a stento si reggeva sul piano impastato di fango e ad
ogni scossone lanciava una bestemmia al vento, alla pioggia e all’idea che
avevano avuto. I magnagente erano sempre
più vicini e se non avessero fatto qualcosa al più presto, si sarebbero
ritrovati nella merda. –Ndo’ cazo vai?- Pippo si era allontanato dalle sponde,
Kaifa bestemmiò una lunga sequela di santi imbevuti di acqua ghiacciata e
intanto continuava a lanciare sassi, nella speranza di fare più centri
possibili, in fondo a freccette ci aveva sempre saputo fare. Pippo tirò via
dalla montagna di letame e sassi alcune zappe e vanghe e gliele porse –che ce
faccio co’ ‘ste cose? Ce serveno pistole, fucili!-
-Nun c’ho avuto il tempo de
cercalle, so’ sbucati fori all’improvviso…questo è il meglio che c’avemo.-
-Ma mica devo pianta’ le fave!- un magnagente si fece molto vicino e con
una mano afferrò il pantalone di Kaifa –Li mortacci…- Pippo brandì la zappa e
tranciò la mano con un taglio netto, i due si guardarono soddisfatti mentre il
moncherino volava oltre le sponde del carrello tra i fossi che nell’oscurità
accompagnavano la stradina sterrata –però così se pozzono usa’.-
-Se pozzono? Damme qua va.- il
monco era caduto sul selciato piombando tra i piedi degli altri magnagente e pochi istanti dopo,
nell’oscurità, si intravide un’accozzaglia di corpi sbracata nel fango. Il trattore lanciò un ultimo grido nella notte
e finalmente si immise sulla statale. – Ammazza quanto erano brutti.-
-A Kaifa ‘ndo annamo?- Germagnio si
era affacciato dalla cabina del mezzo –verso il mare.- annuì con la testa e si
accertò di aver preso la strada giusta, aveva un sigaretta tra le labbra e un
collo corto e tozzo. Guidava e bestemmiava.
-Certo, pe’ fa’ ‘n colpo quasi ce
rimettevamo.-
-‘A Pippo si lo sapevo…c’è annata
bene.-
-Ma che so’ quei cosi?-
-Ma che ne so…sarà qualche droga
nova.-
-‘Sti contadini so’ tutti strani. A
proposito…guarda qua.
-Che è?- Pippo lo guardò con un
sorriso sdentato e infetto, da un sacco fradicio
estrasse un prosciutto e qualche salsiccia –oh,
ferri nun li piji ma da magna’ vedi come ce pensi.- Kaifa fece per
azzannare un salame quando uno scossone li fece rotolare su per la duna di
sassi e merda –Ah coso ma che te sei rincojonito?- quando si voltarono a
guardare Germagnio con le mani sudate fece segno di guardare per strada. I due
passeggeri si affacciarono dalle sponde del carrello e quello che videro gli
lasciò a bocca aperta: Un uomo era lì al centro della strada e aveva una
bambina tra le braccia: -Aiutatemi, vi prego.-giovedì 10 marzo 2016
LA NOTTE PERFETTA PER UN'APOCALISSE ZOMBIE EpisoZio II
In
un luogo molto lontano…che poi mica tanto, dietro all’indianino quello che fa’ le Peroni a tre euri, vicino al tabaccaio, quello che c’ha solo le nazionali e un
gruppo di vecchietti che fanno dimora fissa all’entrata, spizzando i culi delle giovinette che passano lì per caso. Insomma
nel baretto de Giulio c’è uno che sta
giocando a fare Dio tra un amaro e un Cocktail.
-Aio,
cazzo!-
-Ecco
fatto. Sentito niente? La seconda è entrata meglio.- l’infermiera rossiccia è
in ginocchio a guardarsi il sedere al vento di lei. -Tra una mezz’ora dovrebbe passarti il dolore –
-parla
dell pancia o del sedere?- ride come se non avesse mai riso in vita sua l’infermiera
– Simpatica…della pancia. Per il sedere ne facciamo un’altra se vuole.-
-Ma
è ubriaca?-
-Non
del tutto, solo parzialmente. Una
birretta con la pizza.-
-
Ma non dovrebbe essere vietato?-
-In
teoria ma di notte non viene mai nessuno… Il dottore di guardia è giù che
dorme.
-Ma
allora come ha deciso…-
-In
fondo i dolori si curano tutti allo stesso modo.-
-Cazzo…lei
è da denuncia…- la ragazza si sta tirando su i jeans ed è pronta a correre,
dolori trascurando, alla stazione di polizia più vicina, quando delle urla scuotono
il silenzio.
-Che
cazzo succede qui?- la scena non è delle migliore la donna dai capelli
appiccicati è sul pavimento che si agita mentre il metronotte le è addosso, il
braccio è scoperto e lascia intravedere la ferita sanguinolente. Lui è in un angolo con lo sguardo perso.
-Dobbiamo
chiudere tutto! Stanno arrivando.- con un colpo ben assestato il metronotte è
fuorigioco in un angolo, a contemplare
le sue gioie andate, ora la donna è in piedi e guarda lui
e lei con cocchi da pazza.
–Stanno
arrivando…-
-Ma
chi?- la donna si muove tra i due come ubriaca, sotto l’effetto di qualche
droga pesante - Camminano lenti ma presto saranno qui e ci uccideranno tutti!-
-Ma
che ti sei fumata?- interviene lei –non
la toccare amore!- e le si para davanti lui
–stanno arrivando.-
-ma
chi?- grida lei più per il dolore al
sedere che per l’interesse alla storia -I non morti. Gli zombie.- i due si
guardano perplessi e un istante dopo la donna crolla a terra –con questa si
farà una bella dormita. In fondo pure queste cose si curano sempre con la
stessa cosa.- sorride l’infermiera mentre ammira il lavoro ben fatto.
I
loro occhi vanno oltre i vetri dell’ingresso, la pioggia cade incurante e nell’oscurità
si intravede qualcosa procedere lentamente e senza sosta.
-Gli
zombie?-
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