giovedì 17 ottobre 2013

COSE DA FARE A ROMA ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA



1) Cadere nello scavo di una cantiere aperto;
2) Essere "arrotato" in bicicletta;
3) Intentare una causa contro il comune per via di una buca;
4) Incontrare un “sorcio” in Via Nazionale;
5) Attraversare il varco con la ZTL attiva senza permesso;
6) Chiedere a un vigile se i motorini possono “entrare” con i varchi attivi”
7) Prendere il BUS sostitutivo quando la metro è allagata;
8) Esser colpito da una pigna passeggiando per strada;
9) Percorrere, per almeno cinquecento metri, la pista ciclabile; (vedi anche 2)
10) Esser colpito da un pezzo di cornicione.
11) Trovare al posto dell’auto un nuovo pezzo d’arredamento urbano, con tanto di rami e traonchi    
      sradicati;
12) Restare nel traffico per ore e poi ripartire improvvisamente senza alcuna spiegazione;
13) Seguire le indicazioni per lo zoo e l’auditorium;
14) Ascoltare la signorina della metropolitana e accorgersi che sta sbagliando a elencare le fermate;
15)  Bucare in via dei Romagnoli; (vedi anche 3)
16) Cercare parcheggio;
1.. Continua…


CI SONO MUSICHE...

Ci sono musiche che ti aprono il cuore e non puoi far altro che abbandonarti...
CI sono musiche che non sanno di esser scritte, eppure hanno la prepotenza
                                                                                             d'emozionarti.]
Ci sono musiche lente, stonate, suonate a caso, a casa, nelle camere da letto
                          seduti sul letto, nelle cuffie, nascosti da orecchie indiscrete.]
Ci sono musiche che ne ricordano altre.
Ci sono musiche per ognuno di noi, vigliacchi, vincitori, vinti, simpatici e
                                                                                                   antipatici.]
Ci sono musiche che non sai perché eppure, lo sono.
Ci sono musiche capaci di fermarci, di cambiarci e di assistere silenziose
                                                                         al ripetersi dei nostri errori.]
Ci sono musiche che Dio solo sa'.
Ci sono musiche che non hanno età.
Ci sono musiche che quando le senti non puoi trattenerti dal voler ascoltarle
                                                                                              nuovamente.]
Ci sono musiche che ho visto consumarsi nell'anonimato.
Ci sono musiche che ho tenuto stretto tra le dita.
Ci sono musiche che mi hanno ricordato.
Ci sono musiche che ho dedicato.
Ci sono musiche che non sapremo mai.
Ci sono quelle e queste musiche di cui nessuno potrà mai privarci.
Ci sono musiche...


Roma cittå aperta. (Seconda parte)

Roma cittå aperta

lunedì 3 giugno 2013

RICCHEZZA MANDAMI VIA!

Strana la ricchezza...no, ricominciamo. Strani i ricchi...si, meglio.
Ieri passeggiavo tra i moli del porto e mi sono imbattuto nei megayacht di... posso solo immginare chi possa permettersi natanti del genere.
Beh, tra un passo lento e un'occhiata affascinata, proprio nell'istante in cui avevo finalmente trovato la barca dei miei sogni, con cui nutrire le mie fantasticherie marinaresche, eccolo lì, con il suo motorino elettrico, il guardiano : "Signore, ha la barca qui?"
"magari", avrei voluto rispondere ma, da bravo cittadino e da incapace mentitore, ho spiegato i motivi del mio trovarmi lì.
Mi ha mandato via immediatamente (maco avessi la peste) e la spiegazione è stata: "ad alcuni da fastidio".
Puoi immaginare caro lettore come mi sia sentito.
Il primo pensiero è stato: "I miei occhi hanno un limite oltre il quale non li è permesso di inoltrarsi. Diciamo pure che possono ammirare barche entro i cinquanta mila euro." o forse no? E chi è a stabilirlo? C'è forse una commissione scelta il cui compito è quello di istituire vere e proprie soglie di visione? E in base a cosa decidono se un cittadino può o non può ammirare un megayacht? Bisogna presentare la dichiarazione dei redditi, un po' come per l'iscrizione all'università?
Mi sto lasciando trasportare dalla fantasia alla ricerca di una risposta, ma, immagino, sia comprensibile visto che per un istante mi sono sentito povero. Bada bene, caro lettore, ci si può sentir poveri in tanti modi, nessuno dei quali deve per forza considerare il lato economico di un individuo. Mi sono sentito escluso, come i cani che non possono entrare nei negozi, come se non appartenessi al mondo o meglio, come se quell'angolo di banchina fosse parte di un club esclusivo...in cui il mare è più pulito, l'aria sa di gelsomino e cannella ed il sole è più indulgente sulle teste degli avventori. Che strano, in fondo siamo uguali tutti, e nel rispetto della pivacy, ognuno dovrebbe esser libero di passeggiare ovunque, anche dove sono ancorate le barche dei  più agiati...o forse questa crisi ha cominciato ad intaccare la mente di qualcuno, rendendola diffidente da chi, come lui, non possiede un conto in banca sufficientemente astronomico...ed ecco lì che è fatta, in ogni angolo di strada, vede uno straccione nel suo vecchio pandino, pronto a rapinarlo...o forse ha paura di esser infettato dal morbo della crisi...o forse, si crede ormai specie così rara da confinarsi in riserve private in cui è vietato alcun tipo di intrusione, affinché le specie protette possano condurre liberamente le loro vite.
Beh, signori, rispettiamo ogni vostra scelta...l'imporante è che non ci facciate sentire più poveri di quanto già non siamo...ricordando che la povertà non è semplicemente una condizione dettata dall'economia ma sempre più spesse frutto di un'opinione che rivela lo scarso interesse per il prossimo e denuncia una piena noncuranza di un principio fondamentale: siamo tutti figli dello stesso cielo. E proprio perché sono convinti di ciò, cari sognori ricchi, ho deciso che non verrò più a passeggiare tra le vostre barchette in rispetto della vostra vita privata e soprattutto per esser sicuri di non contagiarvi, quale che sia il virus che mi porto addosso. Perché, signori ricchi, io al prossimo ci tengo.

giovedì 21 febbraio 2013

Non ho alcun dubbio...prenderò il treno per il mio paese e mi recherò
al seggio con il sorriso stampato sul viso...magari, privo della ben che minima
idea di chi debba votare...ma sorridente perché vado a compiere il mio
pieno diritto (e dovere) di cittadino di questa nazione...che per quanto
se ne dica può apparire meglio di così...quindi vado, consapevole
di aver fatto il mio, di aver ascoltato e cercato tra le tante voci quella
che potesse dare un nuovo volto a questo paese...consapevole di non
aver ceduto ai soliti giochini di scambi elettorali :"dammi il tuo voto, io
ti darò un posto di lavoro...". Spaventato? Forse un pochino...perché
quello che ci stanno proponendo è una scodella con del cibo rancido,
promettendo un futuro pieno di pasti abbondanti, senza rendersi conto
che oggi, in questo presente, abbiamo bisogno di nutrirci prima che la
disperazione prenda il sopravvento. Nonostante questo, questo fine settimana
voterò.